Le Avventure di Gary, Avventuriero

Standard

Il mio nome è Gary. Che è abbreviativo di Garret. Va Beh.

Faccio parte di una banda di vagabondi assassini che potremmo definire avventurieri. Ho diversi amici, per mancanza di altri termini, con cui porto a termine diversi tipi di lavori, non sempre propriamente etici.

C’è una specie di mago malfatto che non ho ancora ben capito cosa fa nella vita.

C’è un ladro, ma insiste per farsi chiamare “professionista”.

C’è una specie di santone che si trasforma in lucertola, ed ha una lucertola, una roba spaventevole a dir poco.

C’è un chierico di Pelor che non s’è ancora ben capito perchè sta con noi a far cosa.

Poi ci sono io. Nelle mie vene scorre il sangue di antichi dei dimenticati, o almeno è questo che dico alle ragazze in locanda, e a volte funziona. Sono il picchiatore del gruppo, tipo. Ve lo dico perchè è importante che sappiate che sono un uomo di concetto.

Comunque, l’altra settimana avevamo appena finito di sterilizzare una tana di troll quando ci si presenta questo tizio, Gionatàn, e ci molla una lettera in mano.

La lettera ce la manda la signora Vivian LaCadre, che è una nobildonna di Swanbrook e dintorni, che è questo ameno villaggio nel bel mezzo di un cazzo di niente, subito dopo il deserto del niente da fare il sabato sera ma prima della foresta del tranquillo pomeriggio di domenica.

Vivian lamenta il furto di un antico vaso oggetto appartenuto alla sua famiglia verso il quale prova forti sentimenti d’attaccamento emotivo, e per il quale offre un gran totale di 50.000 svanziche d’oro di ricompensa.

Benchè siamo sicuri che ci sia sotto l’inghippo, la vita di un avventuriero non è tale senza una buona dose di scelte stupide. Quindi partiamo alla volta di Swanbrook.

Giorno Uno

Conosciamo Timmy, il giovane cocchiere di lady Cadrega, che ci informa con gli occhi pieni di speranza che un giorno pure lui vuole fare l’avventuriero. Poveretto. gli diamo l’ìindirizzo di un buon prete e ci facciamo portare alla tenuta, mentre ci racconta che la SIgnora ha circa trent’anni, una figlia di venti (?) ed è vedova.

Molto bene, quindi.

Davanti alla casa della futura signora Garret cara Lady Cadrega assistiamo ad un breve siparietto in cui lei, con l’aiuto di Gionatàn, dice di no ad un pretendente alla sua mano.

Hilarity Ensues. Il pretendente, che Timmy ci informa essere il Duca di Stopparde, viene gettato a terra e se ne va con le pive nel sacco.

Facciamo conoscenza con Lady Cadrega, piacente MILF sulla quarantina vestita a lutto.

Ci comunica che quello che ha perso è un medaglione del marito, ce ne fa vedere un dipinto e lamenta nuovamente il suo valore emotivo.

Sicuramente il medaglione è parte di un meccanismo oscuro nelle fondamenta di Swanbrook.

Parliamo con gionatàn che ci comunica che il marito di Lady Cadrega, Mr Wil. Helm Cadrega (potrei aver scordato il nome) è morto dieci anni prima nel corso di un’avventura con altri tre scapigliati giovanotti dei Swanbrook. I quattro sono andati ad uccidere un drago blu che minacciava la città, e Mr Cadrega si è sacrificato per il bene del popolo e dei suoi amici.

Sicuramente il medaglione è parte del tesoro del drago e filatterio di un potente dracolich, e i tre amici di Mr Cadrega lo hanno rubato per motivi oscuri.

Gionatàn ci comunica anche che i tre amici del cadrega sono ormai emigrati verso lidi migliori.

Insomma siamo li da qualche ora che mangiamo e beviamo alle spese di Lady Catherine De Bourgh Lady Isabel Lady Sticazzi, insomma, che arriva Timmy e ci comunica che: fatto sicuro, si mormora che qualcuno abbia saccheggiato la tomba di Mr Cadrega.

Assaltiamo la carrozza e in meno di un’ora siamo al cimitero nuovo di Swanbrook, sponsorizzato da Urik, l’alchimista che ti curik,dove ci facciamo strada tra la folla fino al mausoleo dei Cadrega, la cui porta è stata divelta.

Prendiamo posesso della scena del crimine calmando femmine isteriche e uomini dai polsi tremanti, e procediamo all’esame della scena. La porta non è stata divelta, bensì segata via dai cardini; I resti mortali di sir Cadrega sono spariti senza lasciare traccia.

Lasciamo a Gionàtan l’onore l’onere di comunicare a Lady C. che non solo il marito è ancora morto, ma adesso è morto e disperso e probabilmente primo sulla lista “zombie una volta buoni che dobbiamo uccidere”, e procediamo con le indagini recandoci prima al mercato, e poi a bere come dei ciucchi.

Al mercato incontriamo Fausto, imprenditore ramo coldiretti, con il quale stipuliamo rapidamente un contratto di fornitura semestrale di derrate alimentari per la residenza del Conte Stopparde. Ci spostiamo al locale baretto (la taverna “il paiolo e il secchio”, un posto finissimo, quattro diamanti da 25k su questadvisor) per suggellare il patto davanti a un boccale di cervogia.

Fausto, viveour di swanbrook, ci presenta Fidel, cantante del jet-set cittadino. Fidel ci racconta qualche altro particolare della morte di Lord Cadrega, assieme a un po’ di gossip locale.

Sicuramente il medaglione serve a lady cadrega per non tornare a forma di drago e divorare la città, in quanto racchiude una magia forgiata nel sangue di sir cadrega.

Poco dopo parliamo con F&F della vita notturna di swanbrook, e Fausto ci confida di aver visto recentemente una figura non meglio definita introdursi nella vecchia cappella di Lionel Demetris, un campione di Pelor (lol, pelor) nel cimitero vecchio di Swanbrook, famosa meta per gli innamorati della zona.

O forse ho bevuto un sacco e parlato con un bardo e un verduraio.

fd

 

Decidiamo, con tempismo elvetico, di tornare alla tenuta di lady treppiede e visionare il luogo del delitto anche li, come se fossimo Horatio Cane e la sua felice banda di mascalzoni (felice ma non gaia).

Gionatàn, che già ha dimostrato di possedere i poteri tipici di un self insert, ci comunica di essere in grado di vedere l’invisibile e di poter risolvere la questione senza il nostro aiuto (che si accomodi, tanto ormai ci siamo già cordati perchè siamo qui). Ci mostra la stanza della Baronessa Von Stuhl; le pareti sono foderate di totally-beliavable-material-that-impedes-scrying-and-such, la stanza è sotto l’effetto di un incantesimo di ancora dimensionale per impedire il teletrasporto ed il letto è costruito per proteggere chi ci dorme da veleni ed avvelenamenti.

Un bel setup per una che non ha nemici ma solo pretendenti insistenti.

In presenza della totale assenza di indizi, lasciamo la tenuta Stulovic alla volta del cimitero antico, in cerca se non di una piosta almeno di qualcosa da percuotere molto rudemente con le nostre armi affilate, armi arrotondate, artigli, sputi.

Raggiungiamo i resti del cimitero, che sembra un po’ woostock due giorni dopo il famoso concerto, quando ormai quelli rimasti venivano sepolti sotto quello che sarebbe diventato il parcheggio di Crazy Hassan, venditore di cammelli seminuovi.

1324879485225

there are still many miles in my camels!

 

Vaghiamo come fessi per il cimitero, fino a che non troviamo delle tracce nel terriccio. sembra che siano state lasciate da uno di questi due:

1) un uomo con un enorme e largo pene

2) una specie di gambero umanoide con coda e gambe.

Su insistenza dei miei compagni aggiungo alla lista un quantomai improbabile tre: Un uomo che trascinava un cadavere.

Cerchiamo con cura, dunque, il mausoleo di Lionel Demetris, paladino di Pelor (lol, pelor) ormai morto e sepolto ma forse redivivo dal necromante (lo mettiamo in lista subito dopo Mr Seggiolone tra i non morti che devi uccidere ma non vorresti).

Troviamo facilmente il sobrio mausoleo, pieno di soli raggianti e scritte PELOR E’ AMORE. Curiosamente, i ragazzi locali hanno messo una X sulla R di Pelor componendo dunque un’altro motto.

Potremmo aprire il luchetto con cura e silenziosamente grazie al nostro Ladro, ma preferisco tirare una serie impressionante di bestemmie tali che il luchetto prova imbarazzo e se ne va.

L’interno del mausoleo non è niente di eccezionale, e si nota l’evidente risparmio incorso nell’arredamento di interni; Unica nota di colore, il sarcofago dal quale arrivano lamenti e invocazioni a liberare chiunque sia li dentro.

Siccome non è la prima tomba che scoperchiamo, chiediamo prima chi c’è nel sarcofago, per essere sicuri. Il fantasma del signor Lionel Cippirimerlo si inalbera, a questo punto, e attacca dapprima me, poi il chierico, poi attacca la spada al chiodo ed esplode in una nuvola di confetti quando il buon Leonard lo cura, facendolo letteralmente scoppiare di salute.

Frughiamo costernati il sarcofago per scoprire una bella fetta di loot, su cui Leonard estende questioni morali che decidiamo di risolvere in un futuro prossimo, possibilmente dopo aver bevuto molta, molta cervegia. Ribaltiamo il sacrofago (non perchè avessimo notato dei binari, ma perchè ci sembra la cosa sensata da fare) scoprendo così una scaletta a chiocciola (architetto di merda) che promette una discesa nell’averno, nel tartaro o semplicemente in una rete di canali sotterranei costruita e sfruttata dal necromante che per motivi non del tutto chiari nemmeno a noi stiamo cercando per… uccidere?

Leonard mi ricorda a questo punto che farei non morti è un big no-no per il suo dio e anche per il mio defunto dio della morte, quindi rinfrancato da un motivo per cui uccidere proseguo nelle buie profondità della necropoli.

non che sia un problema, tanto io ci vedo al buio.

La nostra discesa nelle viscere della terra è accompagnata da un casino mica da ridere proveniente da qualche parte nel sottosuolo, sicuramente un rave a cui non siamo stati invitati. Essendo imbuconi di professione, seguiamo i rumori di quella che potrebbe essere musica dubstep o sofferenza primigena fino ad una stanza in cui, in mezzo a casse e resti umani in decomposizione, si aggirano quattro ghast.

ghoul

I DONT EVEN KNOW WHAT I’M ON RIGHT NOW

Non siamo ancora in grado di discernere se questo sia un rave o un laboratorio di un maniaco, ma gli istninti propri del murderhobo in noi prendono il sopravvento ed iniziamo a picchiettare di mazzate i ghoul, ghast o quel che sono.

Si unisce a noi un golem di carne, fonte del casino.

Decidiamo che forse non è un rave.

Il golem di carne (che per me ha le fattezze di Pizza the Hut di balle spaziali) avanza lentamente nello stretto corridoio che porta alla stanza, così lentamente che ci dispiace quasi frecciarlo da lontano e cartonarlo di mazzate quando la cosa si rende necessaria.

pizzathehutt

Al momento, dopo nemmeno 24 ore dal nostro arrivo, siamo chiusi in questo sottosuolo bislacco che stiamo esplorando. Leonard mi dice che ha finito di togliersi pezzi di ciccia dall’armatura ed è ora di proseguire.

Alla prossima.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *