{"id":60,"date":"2013-10-04T23:45:34","date_gmt":"2013-10-04T21:45:34","guid":{"rendered":"https:\/\/pito.l00maca.net\/?p=60"},"modified":"2013-10-08T07:13:15","modified_gmt":"2013-10-08T05:13:15","slug":"run-to-the-hills","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pito.l00maca.net\/?p=60","title":{"rendered":"Run to the hills"},"content":{"rendered":"<p>Chi mi conosce sa che l&#8217;anno scorso ho rotto le palle a tutti con quanto corro, oh ma che bello correre, corriam corriam corriamo, che gioia correre al parco, le scarpe e la maglietta, correre.<\/p>\n<p>Me ne scuso. Ma continuer\u00f2.<\/p>\n<p>Ormai \u00e8 un mesetto abbondante che, tra matrimonio e viaggi di nozze, non corro pi\u00f9. Domani l&#8217;idea \u00e8 di ricominciare con la sessione invernale.<\/p>\n<p>Molti corridori si pongono domande esistenziali sul perch\u00e9 si corre, quale sia il motivo segreto che ci spinge, se forse sotto sotto non scappiamo da qualcosa e insomma il correre \u00e8 una metafora della fava grossa.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 corro per coadiuvare la dieta cos\u00ec dimagrisco e torno bello come quand&#8217;ero giovane*.<\/p>\n<blockquote><p>*in realt\u00e0 non sono mai stato bello<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;anno scorso a gennaio ho attaccato con la dieta dukan; In tre mesi ho perso venticinque chili, ed ora sto mantenendo un peso costante. Tra quindici chili sar\u00f2 al mio peso &#8211; traguardo, ovvero novanta bei chili tondi. Una volta li si potr\u00e0 pensare a metter su muscoli. Ma vedremo.<\/p>\n<p>Per fortuna o per metabolismo, per me non \u00e8 mai stato difficile perder peso; \u00e8 che amo troppo mangiare per mantenermi magro (deh, pi\u00f9 magro, via), indi per cui le precedenti diete mi vedevano magro per un po&#8217;, e poi via di nuovo verso le supercicce.<\/p>\n<p>La dieta Dukan, che \u00e8 tanto cara ai vegetariani in quanto prevede di nutrirsi delle proteine che gli animali producono quando vengono macellati rudemente, mi sta invece stupendo; Una dieta che prevede &#8220;mangia carne,mangiane fino a morire&#8221; sar\u00e0 sempre nel mio cuore. E nello stomaco.<\/p>\n<p>Non sono mai stato uno di quelli che dieta perch\u00e8 &#8220;sono grasso e in spiaggia mi vergogno&#8221;. Sono fiero ed orgoglioso delle mie cicce, poich\u00e9 concorrono a definire chi sono. Mi manca essere un cuoco per rientrare nello stereotipo di ciccione ridente che cucina; Se fossi un barista sarei quello con la battuta pronta che per\u00f2 a fine serata ti lancia le bombe di saggezza. Potrei essere un meccanico o un idraulico domani, il fisico ce l&#8217;ho.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dieta dunque? Perch\u00e9 avrei piacere di tornare, almeno in parte, al fisico di quando ancora giocavo a Baseball, di quando mi allenavo, di quando sotto la ciccia c&#8217;erano un po&#8217; di fibre muscolari. Di quando la gente diceva &#8220;lel dalli al ciccione&#8221; e scopriva troppo tardi che non c&#8217;\u00e9 peggior cattivo di un buono quando diventa cattivo.<\/p>\n<p>Correva l&#8217;anno&#8230;<\/p>\n<p>Erano circa&#8230; no spe&#8230;<\/p>\n<p>Facciamo cos\u00ec; frequentavo ancora il primo anno di Scienze Politiche. Un anno dopo circa il bardo sarebbe venuto a vivere da me. Avevo smesso da un anno di giocare ed ero in forma.<\/p>\n<p>Tondo \u00e8 comunque una forma. E&#8217; la differenza tra ciccia colla ciccia sotto e ciccia con sotto uno che comunque si allenava tutti i giorni a rincorrere palline con una veemenza che pure i cani ogni tanto ci dicevano &#8220;ragazzi, insomma, sono solo palle&#8221;.<\/p>\n<p>All&#8217;epoca Assago non era la cittadina vibrante di vita che \u00e8 oggi; era un patetico buco di culo del mondo, con pochimila abitanti e zero prospettive per la vita sociale che non fossero baretti o circoli di calcio. I miei pochi amici dell&#8217;epoca frequentavano altre facolt\u00e0, e quindi la mia vita sociale avveniva sull&#8217;internet. Ma sto divagando.<\/p>\n<p>Pur essendo a pochi km da Milano, assago era un incubo da raggiungere. C&#8217;era UN autobus che raggiungeva direttamente la metropoli, e dalla metropoli partivano due convogli; Uno, ogni ora, che arrivava ad Assago centro, e uno ogni mezz&#8217;ora che fermava all&#8217;incirca dove c&#8217;\u00e8 il forum o proseguiva per Rozzano. Entrambi partivano dal parcheggio di Famagosta, al piano degli autobus, in questo strano capannone di acciaio e luci gialle che sembrava una scenografia di Blade Runner a cui avessero tolto i Neon.<\/p>\n<p>Capitava dunque raramente che, in preda allo sconforto di aver perso l&#8217;autobus per Assago per pochi secondi (gli autisti erano famigerati per non aspettar nessuno e partire spesso prima del tempo), prendessi il mezzo che mi portava pi\u00f9 vicino, ovvero al Forum, e procedessi a coprire a piedi i 3 km scarsi di strada che mi separavano da casa.<\/p>\n<p>Dunque in quell&#8217;anno, l&#8217;edilizia era tornata a guardare come famelici occhi di brace la ridente cittadina periferica, e la dove prima c&#8217;era l&#8217;erba, ora sorgevano palazzine che sembravano uscite dalla mente dell&#8217;architetto di Eurodisney. Il vantaggio, per me, \u00e8 che la strada veniva accorciata in modo considerevole visto che potevo attraversare i campi lungo i sentieri pedonali.<\/p>\n<p>Il vantaggio per il tamarro medio di assago \u00e8 che aveva posto ove pomiciare con la sua tipa.<\/p>\n<p>Dunque una sera di settembre, verso le sette, sto tornando a casa da una lezione di qualcosa di cui non ricordo assolutamente nulla quando vedo una classica coppietta assaghese; Lui tamarro di periferia doc, capelli a spazzola, piumino e buffalo (gi\u00e0 in declino ma comunque gettonate), lei futuro troione d&#8217;assalto, capello tinto e jeans stretch. Dico futuro perch\u00e8 in due avranno fatto ventotto anni.<\/p>\n<p>Io, come al solito, ho le cuffie del mio lettore cd (si, si, questo \u00e8 un mito primordiale) a palla, il giubbotto di pelle nera, i guanti di pelle a mezze dita (oh dio, a ripensarci mi si accappona la pelle), la bandana (oh god) e una maglietta con teschio fiammeggiante degli offspring.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che ero nel pieno del mio periodo metallaro.<\/p>\n<p>Vedo questa coppietta e penso: &#8220;ah, l&#8217;amore, pu\u00f2 esistere anche tra truzzi&#8221;. Sorrido tra me e me con fare maturo (ges\u00f9&#8230;), ma mi accorgo che i due non sembrano felici, anzi, sembrano litigare; Lei fa per andarsene, lui la trattiene per un braccio.<\/p>\n<p>Abbasso la musica a zero e, spinto da istinti cavallereschi mai sopiti, ascolto.<\/p>\n<p>&#8220;lasciami andare!&#8221; dice lei.<br \/>\n&#8220;no! adesso la risolviamo!&#8221; dice lui.<\/p>\n<p>la conversazione langue su queste profondit\u00e0 balneari quando lui decide di sottolineare il suo punto di vista atterrando un ceffone alla ragazza, che lo guarda terrorizzata tenendosi la guancia.<\/p>\n<p>Intervengo.<\/p>\n<p>&#8220;Scusa, guarda, credo che sia meglio se te ne vai e la lasci stare&#8221;<\/p>\n<p>Torreggio sul giovane tamarro di buoni venti centimetri e almeno altrettanti chili; Di ciccia e muscoli, ancora scattanti.<\/p>\n<p>&#8220;Oh ma ti devi fare i cazzi tuoi, hai capito!&#8221;<br \/>\n&#8220;no, seriamente, facciamo che ti levi di torno e magari ne parlate al telefono, perch\u00e9 mettere le mani addosso a una donna \u00e8 veramente una cazzata&#8221; (cielo)<br \/>\n&#8220;Oh minchia ti spacco la faccia, hai capito?&#8221;<\/p>\n<p>Sottolinea il punto, il giovane manesco, con quello che il De Mauro &#8211; Paravia definisce un pugno; Egli mi ha colpito effettivamente il petto con la mano chiusa, causandomi un lieve sobbalzo della spalla. Il suo errore \u00e8 stato colpirmi a sinistra col sinistro. Probabilmente mancino. Alzo il mio, di pugno, e colpisco col destro sullo zigomo.<\/p>\n<p>Va disteso. Si rialza.<\/p>\n<p>&#8220;MINCHIA T&#8217;AMMAZZO&#8221;<\/p>\n<p>Scappa<\/p>\n<p>&#8220;NON FINISCE QUI, TROIA&#8221;<\/p>\n<p>Mi avvicino alla ragazza, valutando il miglior corso degli eventi; l&#8217;accompagno sotto il portone di casa? le faccio compagnia mentre chiama qualcuno?<\/p>\n<p>&#8220;va tutto ben&#8211;&#8221;<br \/>\n&#8220;certo che sei proprio STRONZO&#8221;<\/p>\n<p>e mi tira un ceffone. Si gira. Se ne va.<\/p>\n<p>Rimango un attimo interdetto, dopodich\u00e9 alzo le spalle e proseguo verso casa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi mi conosce sa che l&#8217;anno scorso ho rotto le palle a tutti con quanto corro, oh ma che bello correre, corriam corriam corriamo, che gioia correre al parco, le scarpe e la maglietta, correre. Me ne scuso. Ma continuer\u00f2. 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